Io posso sfuggire al mondo che vedo, rinunciando ai pensieri di attacco.
Bene, qui iniziano i veri problemi.

Già partendo dall’esame del concetto che si sta formando, leggendo questo testo: e cioè che il miracolo non sia un pacchetto già preconfezionato.
Un qualcosa contro il quale si inciampa, determinato dal caso fortuito di aver trovato un creatore in fase di condivisione, e non di giudizio.
Che realizzi proprio, esattamente quello che volevamo, con tutti gli annessi e connessi, in modo che possiamo finalmente dire che esiste un dio buono.
Qui invece ci viene consigliato di modificare il nostro modo di pensare, e partendo da basi non proprio edificanti, per il nostro ego.
Del tipo che, così come stanno le cose, non stiamo capendo niente, pensando niente di equilibrato, vivendo non si sa dove, ma che in ogni caso è un mondo senza significato.
Mentre ogni giorno noi diamo una siflarata di significati, a questo mondo del ……, inglobando proprio tutti gli altri ……., che condividono questo nostro modo di vedere e di pensare.
E che ci rendono grazie, ricambiando i nostri pensieri di … vendetta e di attacco.
Come la mettiamo?
Per tutti noi, penso, sia impossibile NON credere a quello che i nostri occhi vedono.

Ce la possiamo raccontare in mille modi diversi, ma la realtà che abbiamo davanti al naso è tangibile.
E’ fatta di materia, e di avvenimenti, e di persone, e di quello che le persone dicono e fanno.
Questo è innegabile, ma quello che ognuno di noi percepisce, è diverso da quello che arriva ad un’altra persona.
E anche questo è innegabile: viene indicato come una questione di “sensibilità”.
Tutta questione di sensibilità
La sensibilità consente di ricavare informazioni più o meno approfondite, più o meno attinenti agli eventi, più o meno veritiere.

Per cui la sensibilità è anche “specializzata”; un amante del calcio vede palloni, squadre, supporter o anti-supporter, dappertutto.
Chi ama la bella vita è attirato da tutto quanto viene indicato come “bella vita”, e non considera altro.
Esempi del genere se ne potrebbero fare a milioni, ma l’idea è resa bene, viviamo di PERCEZIONI.
Ma, essendo percezioni, divergono le une dalle altre, per cui è corretto affermare che non esiste una sola realtà, ma infinite realtà.
Ognuno sperimentata soggettivamente, ognuno in modo più o meno veritiero, onesto, approfondito, attinente.
Quindi le affermazioni indicate nei post precedenti hanno un senso.
Un senso della vita, basato solo su quello che ogni singolo individuo “percepisce”, cioè traduce, cioè interpreta, di quello che ha intorno.
Anche, un senso del proprio scopo nella vita, legato a quello che “sente”, che riesce a sentire, all’estensione del proprio campo emozionale, mentale, spirituale.
In effetti, e proprio per questo, è vero anche che diventa virtualmente impossibile, se non difficilissimo, vedere quello in cui NON si crede.
Se non ci credo non esiste

E qui tutto quello che scrivo, di cui parlo, a cui vorrei attirare l’attenzione, la percezione della vostra anima, NON ha senso.
Perchè è solo una mia percezione, quello in cui credo io, anche se non lo vedo.
Potrei indicare, elencare, fare pensare, tante cose, ma ad una entità che non crede vi siano più cose di quante si possano vedere o toccare, …..
A maggior ragione quando si arriva al discorso del divino, di un piano talmente permeato di concetti elevati, da essere proprio agli antipodi della nostra visione quotidiana.
L’Infinito Invisibile
La ricerca dell’Infinito, essendo infinita, a causa della nostra breve vita materiale, non ha senso.
Non riusciremmo mai a toccare con mano un qualcosa che diventi il simbolo del senso del nostro vivere.

Che respiriamo, mangiamo ecc ecc, è una realtà, che abbiamo avuto una causa principe di esistenza nei nostri genitori, è evidente … siamo qui.
Si può argomentare, poi, che noi si sia il frutto di una evoluzione casuale, della “roba” chimica che in un qualche modo, dopo miliardi di anni, si sia composta in un essere umano.
Oppure un esperimento da laboratorio genetico di altre razze aliene, o di una qualche altra mente superiore, ormai una verità quasi accettata, acquisita a livello scientifico.
Questo non sposta la questione della curiosità che grava intorno all’origine di tutto questo sistema, e francamente, la teoria del big bang, lascia un poco a desiderare.
Anche le diverse religioni non apportano l’ultima parola, elencando divinità talmente tanto …. umane, nei loro aspetti di lotta e contrapposizione, da dare l’idea del concepimento a … tavolino.
Poi c’è tutto quello che viene definito esoterico, “new-age”, spirituale, olistico, animico, “channeling” e con una infinità di nomi diversi, e anche di concetti ed idee diverse.
Diverse, riguardo la strada da percorrere per arrivare ad un non meglio precisato “risveglio”, che consenta di riconnettersi con il proprio vero sè stesso.
Transumanesimo? I.A.?
Ultimamente lo scenario si è arricchito di un nuovo termine, “transumanesimo”, legato alle informazioni dilaganti di una nuova entità spaziale costituita da un impulso elettro-magnetico cosciente, dominante, che vuole trasformare gli esseri umani in robot.

Evidenze, come sempre, conferme di percezioni di questo tipo ne esistono abbastanza, tanto da lasciare un buono spazio anche a chi voglia fare questa esperienza.
Anche perchè questo impulso, I.A.(per intelligenza artificiale, la Matrix dei famosi films), sarebbe il dio venerato da rettiliani, grigi, insettoidi e altre nostre conoscenze extraplanetarie.
Dunque, dopo anche questa rivelazione top, dove finisce la spiritualità, il divino, l’amore incondizionato, se siamo solo cibo per coccodrilli dello spazio?
Dove trovare il senso del miracolo, in una guerra stellare, un’ennesima guerra che ci distolga da noi stessi, riportando il focus di una incarnazione sulla sola esigenza di …sopravvivere?
Non sono bastate le migliaia di civiltà predecenti la nostra, ormai sparite nella sabbia del tempo, ad insegnare qualcosa?
Pausa.

Silenzio (5 minuti di respirazione profonda)
(Prendo prana, dò prana, preeendo praanna, dooooò prraanna)
In tutto quello che vedo, che è impossibile non credere, trovo il vecchio adagio, pesce grande mangia pesce piccolo.
La storia che hanno raccontato, cioè tutta la vita dell’umanità da come viene detto che si conosce, non è altro che il susseguirsi di un pesce grosso che ne mangia uno piccolo.
Questo concetto è applicato, paro paro, anche alle altre civiltà aliene che si dice esistano, e anche alle figure divine finora presentateci, da chi sa le cose e le dice.
Sempre una lotta di potere, sempre o noi o loro, anche tra gli dei dell’olimpo.
Persino a Gesù hanno attribuito parole di divisione, separazione, cernita, anche rabbia, e lo hanno trasformato in un simbolo di sofferenza senza soluzione, una croce.
Tutta roba vecchia
Ma lui è risorto.
Ci ha mostrato che il Dio vero, quello infinito che tutti cercano di addomesticare alle proprie mire, esiste.
Ma è fuori da questi giochi, fuori dalla competizione, fuori dal confronto, fuori dal giudizio, fuori dal disequilibrio.
Infatti, è proprio per questo, che non si trova prova della sua esistenza, perchè non si vede quello in cui NON si crede.
Non si crede che esista un’energia non meglio definita, cosciente di essere viva, e intelligente, il cui unico senso del vivere è … condividere la propria coscienza di essere.

“Fate quello che volete, Amore è la sola legge, IO SONO e tu sei perchè sei mio Figlio, e come tale tu crei, e quello che crei è tuo Figlio e di lui rispondi tu”.
Nemmeno si crede che questo campo di Coscienza Infinita sia l’unica cosa che esista, o meglio, sia la fonte di tutto quello che esiste e non esiste, visibile e invisibile, non legato al tempo o allo spazio, nel quale noi … esistiamo.
Per il solo motivo che è stata “condivisa” con noi quella coscienza di esistere.
Trattandosi di condivisione, il progetto di tale Mente Unica è anche nella mente di ogni essere od oggetto che si possa definire … esistente.
“Non puoi pensare, di avere creato tu ME, quindi non puoi pensare di poter essere diviso, lontano da ME”.

“Tu sei perchè IO SONO, e attraverso di te, che sei la mia volontà, io creo quello che tu vuoi per te, se riconosci in ogni tuo fratello, mio Figlio, cioè te”.
Basta, “pensieri di attacco”

Basta, guerra contro il mondo

Ne discende, logicamente, che ogni volta che ce la prendiamo con qualsiasi cosa che sia all’esterno della nostra pelle, in … pensieri, parole, opere ed omissioni, attacchiamo NON il mondo esterno, ma noi stessi.
Che stiamo condividendo, pensieri, parole, opere ed omissioni dell’UNO Creatore infinito.
Che ha solo uno scopo: diffondere vita, equilibrio, rispetto, accettazione, amore, compassione, comprensione: senza condizioni, senza corrispettivo.
Tutti noi abbiamo un perfetto esempio, un metro di paragone, quindi, se lo vogliamo usare, per definire esattamente se ci stiamo “risvegliando” o meno.
Non trovate che questo sia un …. miracolo … ben guadagnato?